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Negli anni 1982-
Durante questo periodo si è avuta una deformazione del suolo con un picco massimo nella zona di Pozzuoli con un sollevamento massimo vicino ai due metri. Era possibile constatare la presenza di nuovi lembi di spiaggia come testimonianza visiva del fenomeno in atto anche ad occhio nudo, lungo la costa tra Pozzuoli e Bagnoli. In alcuni periodi il sollevamento raggiungeva anche 4 mm/giorno A questa deformazione areale del suolo, si sono accompagnati numerosissimi fenomeni sismici che molto spesso sono stati avvertiti distintamente dalla popolazione. In questo periodo l'attività scientifica e di sorveglianza sul fenomeno ha avuto un'impulso notevole sia per motivi prettamente accademici, sia per la sicurezza della intera popolazione flegrea.


Tuttavia durante l'intero periodo della crisi, nessun dato ha mai evidenziato un movimento nella camera magmatica all'origine del fenomeno tale da destare preoccupazione per una eruzione imminente,
accompagnato da alcune scosse, avvertite anche dalla popolazione ma non tali da provocare danni a cose e persone. ma molti edifici sia a Pozzuoli che nei dintorni hanno risentito fortemente delle continue sollecitazioni sismiche (che hanno raggiunto un'intensità massima corrispondente alll'VIII ° Mercalli 4,2 della scala Richter) e molti dovettero abbandonare le loro abitazioni. Il manto stradale si deformava e spesso si notavano tipiche
spaccature superficiali. Si sviluppò in quegli anni la zona di Monteruscello sita all'interno in una posizione più sicura rispetto al centro dei Campi Flegrei. In quel periodo la comunità scientifica si interrogò sull'intensità massima possibile delle scosse di terremoto e stimò un massimo di 4.5 Richter.(I terremoti vulcanici non possono avere intensità elevatissime in quanto insistono su rocce indebolite dal calore)
La crisi bradisismica si concluse alla fine del 1984 e iniziò una fase lenta di bradisismo discendente.
Di fatto terminò la pressione nella camera magmatica.