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Quando i greci colonizzarono l'isola d'Ischia, il territorio che si apriva ai loro occhi era particolare, Ischia stessa era particolarmente attiva tanto da subire una serie di eruzioni in epoca storica da provocarne frequenti fughe,la fascia costiera continentale era rappresentata da un territorio fertile ma dalla morfologia accidentata; il Monte Gauro rappresentava il rilievo per eccellenza (non esisteva Montenuovo erettosi nel XVI sec)

Non c'era la delimitazione attuale della caldera flegrea che noi vogliamo chiamare Campi Flegrei e la geologia recente della zona è stata caratterizzata da eventi importantissimi che hanno influenzato la stessa cultura umana nel territorio.L'area flegrea dunque poteva essere rappresentata da tutta la zona vesuviana fino a Licola. Ciò per la particolare origine comune di un vulcanismo intracrostrale comprendendo le isole di Procida e Ischia. L'attività vulcanica era evidente, zone con ampie attività fumaroliche, un continuo ribollio di acque.Pur tuttavia, con l'evolversi degli studi sulla geologia e in particolare sulla vulcanologia dell'area, si è individuata un'area sia pur piuttosto complessa che ha determinato la formazione di una caldera, oggi per "Campi Flegrei" si definisce in senso stretto quest'area che ha come bordi Posillipo, i Camaldoli, la zona di Quarto e Licola fino a raggiungere Capo Miseno a mare. Le isole di Ischia e Procida vengono definite "Isole flegree" mentre Nisida è parte della caldera flegrea sia pur a mare.
L'inizio dell'attività vulcanica dei Campi Flegrei non è ben definito, da alcuni studi sembrerebbe si possa risalire anche a 100 mila anni orsono , probabilmente nell'area nord, tuttavia una prima eruzione areale ha scosso profondamente la zona con l'emissione dell'Ignimbrite campana"e una prima definizione strutturale della caldera flegrea. Dopo c'è stato un periodo di eruzioni a carattere locale che hanno determinato la messa in posto di alcuni crateri ancor oggi riconoscibili.Una seconda eruzione areale ha determinato la messa in posto del "Tufo giallo napoletano" (circa 15.000 anni fa).
Tale eruzione ha rafforzato la morfo-